Concerto di RICCARDO VAGLINI con la partecipazione del Laboratorio di musica contemporanea del Conservatorio di Como

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MUSEO DEL NOVECENTO DI MILANO – Sala Fontana

Martedì 19 marzo, ore 17

Vittorio Zago: “…pulvis sum…” per arpa
Sara Romagnoli, arpa

Andrea Nicoli (Torino 1960), Ta pìrane ta pròvata (Τα πίρανε τα πρώβατα), 2018
Alessandra Bellino (Napoli 1970), I suoni di Hanià. Libera invenzione sulla danza Haniòtikos syrtòs (Χανιώτικος συρτός), 2017
Gabriella Zen (Venezia 1957), O sgouròs vasilikòs (Ο σγουρός βασιλικός), 2018
Claudio Ambrosini (Venezia 1948), Omphalos. Piccolo omaggio alla madre Grecia sul tema di Tria paidià voliòtika (Τρία παιδιά βολιώτικα), 2018
Fabrizio De Rossi Re (Roma 1960), Vassìlo (Η Βασίλω), 2018
Paolo Notargiacomo (Arpino 1984), Passo-passo. Fantasia sulla melodia popolare greca Skalì skalì (Σκαλί-σκαλί), 2017
Nicola Ventrella (Matera 1970), Thalassàki (Θαλασσάκι) 2018
Marco Lenzi (Livorno 1967), Tis galanìs to fòrema (Της γαλανής το φόρεμα), 2018
Sergio Lanza (Milano 1961), To Rinàki (Το Ρηνάκι), 2017
Giuseppe Giuliano (Roma 1950), Canto d’inverno (Σήμω λυγερή), 2018
Sara Tozzato (Treviso 1966), Koudhounisma (Η γερακίνα), 2017
Corrado Pasquotti (Vittorio Veneto 1954), Enas aitòs kathòtane (Ένας αητός καθότανε), 2017
Riccardo Dapelo (Genova 1962), Di selva in selva (dal crudel s’invola) (Η λαφίνα),  2018
Letizia Michielon (Venezia 1969), Berceuse (Κοιμήσου Χαϊδεμένο μου), 2017
Giovanna Dongu (Sassari 1974), Un sentimento di danza (Ο Άη Γιώργης), 2018
Francesco Zorzini (Udine 1980), I aighiotissa (Η αιγιώτισσα), 2018
Riccardo Vaglini (Pisa 1965), Gümürdzina/Komotini. Sopra una danza tracia oggi scomparsa (Τα τρυγόνια της Κομοτηνής), 2018

Riccardo Vaglini, pianoforte

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vagliniUn quaderno italiano di canzoni greche è un omaggio alla Grecia e alla parte materna delle mie origini. Si tratta di un concerto per pianoforte solo, con un programma originale composto specificamente, che ha debuttato nell’aprile scorso alla Technopolis di Atene al Festival delle due culture Italia-Grecia. Avevo infatti inviato una trentina di melodie di canzoni popolari greche ad altrettanti compositori e compositrici italiani, chiedendo di darne una versione pianistica libera e personale. Il quaderno che ne è risultato (di cui oggi, a Milano, per ragioni di tempo, non potrò che presentare una dolorosa selezione) si compone di contributi eterogenei, essendo gli autori coinvolti differenti per generazione, provenienza, linguaggio e poetica, ma tutti accomunati dal difficile compito di intrecciare nuovamente un rapporto con la musica popolare a trasmissione orale, rapporto ancora in larga misura integro in Grecia ma invece interrotto da tempo in Italia e in Occidente in generale. È indicativa, al riguardo, la domanda che la maggior parte degli interpellati mi ha rivolto subito dopo aver accettato la commissione: dovrà essere mantenuta la riconoscibilità della melodia? E quanta libertà di intervento è permessa? Si tratta di una domanda che tradisce forse una significativa e interessante inquietudine, quasi un’esitazione nell’approccio a un testo (la canzone) che può essere trattata secondo una scala operativa che va da un estremo di rispetto del significante – inerte materiale acustico – a un estremo di rispetto del significato – unione indissolubile di valori culturali in parte o del tutto ancora condivisibili. In altre parole, si potrebbe dire che l’avanguardia musicale, nell’ebbrezza ormai datata di un International Style che intendeva cancellare differenze e specificità a favore di una koiné linguistica totale, potrebbe (a mio avviso dovrebbe) oggi recuperare alcuni valori dati troppo presto per superati. Il concerto, che non intende operare incursioni nell’etnomusicologia né tantomeno nella cosiddetta Ethno– e World Music, ma soltanto far riflettere sulle radici culturali di un patrimonio ancora vitale e insostituibile per tutta la cittadinanza europea, è anche, per allegoria, una manifestazione di solidarietà nei confronti di una nazione che ha comunque provato a resistere a lungo e assai più di altre alle atroci imposizioni del potere economico e finanziario globale. Riccardo Vaglini è autore di installazioni, performances, video, musica elettronica e scritta. Vive tra Atene e Venezia, dove insegna composizione al conservatorio Benedetto Marcello.

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WP_20160613_07_06_51_ProSara Romagnoli ha intrapreso lo studio dell’arpa all’età di otto anni sotto la guida di Ester Gattoni con la quale ho conseguito il diploma di triennio accademico con esito 110 presso il conservatorio “G. Verdi” di Como, dove sta attualmente frequentando anche il biennio accademico. Durante il suo percorso di studi ha partecipato dapprima ad alcune rassegne musicali e a esperienze di Simposio Suzuki con Gabriella Bosio e in seguito a masterclass, corsi musicali estivi e  diversi corsi di perfezionamento con Ester Gattoni, Isabelle Perrin, Judith Liber, Gabriella Dall’Olio, Consuelo Giulianelli, Paola Devoti, Lisetta Rossi. Ultimamente ha frequentato anche un workshop di arpa jazz con Marcella Carboni. E’ stata inoltre selezionata dal conservatorio per la partecipazione a un concorso Soroptimist e ha conseguito il primo premio presso il concorso internazionale di musica della “Val Tidone”.